• Italiano
  • English

Abbrevia,
su misura per te

Sei già Cliente?

apripan

Smart-working in Italia nel 2020: premesse e promesse per la gestione delle Risorse in una nuova modalità di lavoro

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp

Nel 2019, secondo l’Osservatorio sullo Smart-working del Politecnico di Milano, la quota degli smart-worker in Italia si aggirava intorno ai 570 mila lavoratori. Nel 2020, i dipendenti in questa modalità sono arrivati a 8 milioni. Una crescita che, complice l’incertezza sugli sviluppi della situazione sanitaria globale post Covid-19, solleva diversi interrogativi in tema di gestione delle Risorse a distanza.

Smart-working e normativa: la Legge sul tema

Dal punto di vista giuridico, quindi, lo smart-working prevede una contrattualizzazione tra l’azienda e il dipendente. Una premessa che durante il periodo emergenziale del lockdown si è modificata e, all’atto pratico, ha permesso ai datori di lavoro di imporre le modalità di prestazione da remoto.

Lo smart-working nell’accezione di lavoro al di fuori degli spazi aziendali, com’è oggi largamente inteso, vede una prima regolamentazione con la Legge 81/2017. Questa pone l’accento sulla natura volontaria dell’accordo tra le parti, sulla flessibilità organizzativa delle attività e sull’utilizzo di strumenti digitali in possesso del lavoratore.

Dal momento che si prevede un accordo bilaterale, la modalità di smart-working non rientra di fatto tra i diritti del dipendente. Questa evoluzione è avvenuta nel periodo emergenziale causato dal Coronavirus, in alcuni casi particolari. La Legge 27/2020 e il Decreto Legge 34/2020 stabiliscono infatti che:

“(…) i lavoratori dipendenti disabili o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità, hanno diritto di svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile (…)”.

Inoltre:

“(…) i genitori lavoratori dipendenti del settore privato, con almeno un figlio a carico minore di 14 anni, avranno diritto al lavoro agile a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione e che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito (…)”.

Lavoro a distanza, lavoro agile, telelavoro: dire (quasi) la stessa cosa

Dal punto di vista denotativo, la definizione precisa di cosa sia lo smart-working è aperta al confronto, soprattutto per capire quali caratteristiche rimarranno attuabili dopo il particolare frangente in corso. Durante il periodo di isolamento che ha sovvertito le priorità di aziende e dipendenti, lo smart-working è diventato sempre più sinonimo di prestazione delle attività in spazi casalinghi. Se da un lato questo fattore ha aiutato a conciliare vita lavorativa e dimensione privata, dall’altro ha introdotto qualche interrogativo legato alla responsabilizzazione delle Risorse e al rapporto di fiducia con i loro referenti.

A questo proposito, è facile che entrambe le parti inneschino meccanismi di bias per i quali il dipendente registra un aumento delle ore produttive totali, soprattutto in assenza di interrelazioni tipiche della giornata lavorativa; il datore di lavoro, d’altra parte, può temere l’esatto contrario.

Smart-working e abusi: come si può intervenire

Come riportano le cronache, l’assenteismo è un fenomeno presente in molti ambienti di lavoro. Con l’utilizzo più assiduo dello smart-working, la gestione dei permessi e la loro verifica è un argomento dibattuto tra HR Manager, imprenditori e lavoratori stessi.

È qui opportuno sottolineare un vincolo giuridico importante. Nell’accordo che sancisce le modalità di lavoro agile o a distanza, è obbligatorio indicare un luogo fisico della prestazione. Questo è essenziale ai fini previdenziali e in ottica di tutela e sicurezza del lavoratore.

Per questo, nel momento in cui si instilli il ragionevole dubbio di un abuso dei termini dello smart-working da parte del dipendente scorretto, l’azienda può raccogliere evidenze che testimonino l’infrazione disciplinare in atto. Questo è possibile tramite indagini investigative, purché il datore di lavoro non si avvalga di dispositivi di controllo dell’attività da remoto che ledano il rispetto di privacy e riservatezza del dipendente, come normato dalla L. 81/2017 e l’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori.

Come affrontare il futuro in modo smart?

Le nuove esigenze lavorative di aziende e dipendenti stanno portando verso un aggiornamento delle logiche imprenditoriali e un discostamento sempre più marcato dalla concezione di lavoratore avuta fino ad oggi.

I possibili panorami futuri non sono privi di insidie. Per questo è importante restare al passo con le novità normative e confrontarsi con i professionisti di diverse realtà aziendali. L’obiettivo è trovare un equilibrio che soddisfi le necessità di tutte le parti in causa.

A questo proposito, in Abbrevia condividiamo le nostre esperienze e i vari punti di vista grazie a webinar e digital talk a tema. Per restare aggiornato sui futuri appuntamenti, seguici sulle nostre pagine LinkedIn, Facebook e Twitter.

condividi questo articolo

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp

I nostri servizi a tema con
"Smart-working in Italia nel 2020: premesse e promesse per la gestione delle Risorse in una nuova modalità di lavoro"

Potrebbero interessarti anche

Media & Press

Iscriviti alla newsletter

Dichiaro di aver ricevuto e letto l'informativa rilasciata da ABBREVIA S.p.A. ai sensi degli articoli 13 e 14 del Regolamento UE 2016/679 e rilascio il mio consenso al trattamento dei Dati Personali con la finalità di

Abbrevia Comunica

Legenda dei simboli

Servizi premium, il Valore Aggiunto Abbrevia

La grande differenza Abbrevia? Le indagini investigate.

Ottieni l’indirizzo del debitore, ma al campanello non risponde nessuno. Rintracci un conto della società insolvente, tenti un pignoramento, ma il deposito risulta drammaticamente vuoto. Il tuo nuovo partner commerciale non è in grado di assolvere alle sue obbligazioni, quando tutto lo faceva apparire in smagliante salute finanziaria. Quante volte le azioni promosse e le decisioni prese sulla base di normali informazioni commerciali si risolvono un buco nell’acqua? Troppe.

Con i servizi Premium offerti da Abbrevia questo non accade. Si tratta infatti di indagini investigate, condotte in loco da un team interno specializzato, attingendo a fonti ufficiali e ufficiose.

Le informazioni così ottenute sono davvero attuali e affidabili, rivelano dati effettivi, domicili reali, beni esistenti, conti attivi, autentica disponibilità di un’azienda o di una persona.

Tempo di evasione Offline

Tempo di evasione Online

Informazione su Persona Fisica

Informazione su Persona Giuridica