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SIC e Utilities: Informazioni utili per prevenire gli insoluti?

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Il sistema di informazioni creditizie fornisce i dati relativi ai finanziamenti degli Istituti di Credito, ma quanto questi rappresentano l’affidabilità del cliente nel pagamento di servizi di energia?

 

Pur con un netto miglioramento rispetto al 2015, complice la timida ripresa economica, lo stock dei crediti deteriorati al primo trimestre 2018 in Italia resta intorno ai 275 miliardi di euro, comprensivo di sofferenze e altri crediti lordi; e questi numeri riguardano solo gli istituti bancari (Fonte: Banca d’Italia). Se andiamo poi ad entrare nel merito dei crediti insoluti commerciali possiamo immaginare come questi possano influire sulla reddittività del sistema imprenditoriale italiano.

Nel mezzo di Banche e Aziende commerciali c’è però da aprire una parentesi sul settore Utilities e Telecomunicazioni che presenta similitudini con entrambe le due categorie. Con gli istituti finanziari condividono, oltre ai target consumer o business, anche le numeriche di posizioni, che in molti casi sono elevate e variegate. In molti casi infatti i portafogli di crediti delle società del settore Energia e Telefonia presentano delle caratteristiche molto simili, dal punto di vista della rischiosità, che portano inesorabilmente i Credit Manager del settore ad utilizzare un sistema di gestione del credito sempre più complesso e vicino a quello utilizzato dagli Istituti finanziari tradizionali.

Anche in quest’ottica il Legislatore, tramite il DDL Concorrenza 2017, ha aperto la strada alle società del settore Utility all’utilizzo dei SIC (Sistemi di Informazioni Creditizie) in fase di valutazione del potenziale cliente. Prima di poter valutare l’importanza dei SIC è utile una premessa sulle informazioni che si trovano al loro interno. All’interno dei SIC infatti vengono registrati tutti i dati relativi alla richiesta/rapporto di credito, descrittivi della tipologia di contratto, dell’importo, delle modalità di rimborso e dello stato della richiesta o dell’esecuzione del contratto; inoltre si trovano le informazioni relative all’andamento periodico dei pagamenti, le eventuali attività di recupero crediti attuate e i contenziosi presenti. Tutte queste informazioni, elaborate, danno vita ad una sorta di scoring di affidabilità finanziaria.

I dati presenti all’interno dei SIC sono forniti ovviamente da chi i finanziamenti li concede e possiede dei dati relativi ai pagamenti di ogni singolo debitore. Partendo però dal presupposto generale che più del 95% dei soggetti, persone fisiche e giuridiche, presenti all’interno dei SIC rimborsano poi regolarmente i loro finanziamenti e quindi presentano una storia positiva, restano poi da tenere in considerazione le specifiche del settore di appartenenza di chi valuta.

Tornando al settore Utilities infatti non c’è una correlazione oggettiva tra mancato rimborso di una rata del mutuo per la casa e pagamento di una bolletta dell’energia elettrica, dell’acqua o del gas. Come ovviamente non è detto che un pagatore regolare del proprio finanziamento per l’acquisto dell’auto poi sia invece un buon pagatore dei servizi energetici, di importo più contenuto. Senza contare tutto quel bacino di utenza, da tenere invece in considerazione, di chi non ha mai fatto richiesta di accesso al credito e per cui non è mai stato anagrafato nel sistema. Per rispondere quindi alla domanda iniziale sull’utilità dei SIC nella gestione del credito nel settore Utilities, la risposta è comunque ovviamente si, sono utili; è il quanto che sicuramente necessita un approfondimento.

Il SIC diventa infatti uno strumento utile per riuscire preventivamente ad evitare frodi da parte di soggetti ad alto rischio e con uno storico negativo, riducendo quindi il numero di insoluti; la storia finanziaria di un soggetto sia essa negativa o positiva è infatti sicuramente interessante in una valutazione preventiva. A questa storia va però dato un peso relativo che dipende da diversi fattori, uno fra tutti la differenza di servizio e importo connesso all’insolvenza.

Un altro strumento che segue lo stesso concetto è quello degli eventi negativi come protesti e pregiudizievoli, che permette di individuare in poco tempo un cattivo pagatore o un soggetto rischioso, con le stesse precisazioni. Un protestato per un assegno da € 100,00 è per forza un soggetto che non pagherà le proprie bollette? E viceversa, una persona mai protestata è sicuramente un buon pagatore?
La risposta è per ovvie ragioni no in entrambe i casi; la certezza però non è un obiettivo realizzabile per un Credit Manager che implementa un sistema di analisi preventiva, in nessun settore.

Probabilmente, come diceva Aristotele, “in medio stat virtus” per cui la valutazione di un potenziale cliente andrebbe svolta utilizzando diverse categorie di informazioni, da quelle più “drastiche” come SIC e protesti a quelle più approfondite, soppesandole per l’importanza relativa che si ritiene più opportuna e valutandole a seconda del servizio venduto e del target di riferimento.
Se nel mondo delle Informazioni preventive i due estremi sono da una parte le informazioni da banche dati pubbliche o i SIC e dall’altra le informazioni commerciali investigate, realizzate da società con licenza investigativa, il mezzo si trova nel mantenimento di alcuni parametri fondamentali per il settore Energia e cioè i costi per singola posizione contenuti, le tempistiche rapide ed il miglioramento del volume di insoluti.

E’ in quest’ottica che si sviluppa per esempio il Credit Switch, che unisce informazioni da banche dati alle investigazioni sul credito in un sistema integrato e personalizzabile a seconda delle necessità del Credit Manager e della spinta commerciale che la Società sta attuando nel momento specifico. La possibilità di alternare la profondità dell’analisi e non avere in mano degli strumenti standard è sicuramente un’opzione da considerare nella gestione della fase preventiva.

Per concludere l’unione di un sistema integrato ad una prima scrematura svolta per esempio tramite SIC è sicuramente una modalità di gestione che può permettere un miglioramento importante nelle numeriche di insoluti. Una soluzione statica porta invece con sé il rischio di accettare chi non dovrebbe essere accettato e rifiutare chi invece potrebbe essere un cattivo pagatore in futuro e non affinare il controllo. Essendo il problema degli insoluti un tema sempre al centro delle attenzioni delle Utilities, visti i numeri, anche la valutazione delle soluzioni ideali non può che rimanere centrale.

 

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