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Secondo trimestre 2013, più di metà delle imprese pagano in ritardo.

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Quante imprese italiane pagano i creditori con grave ritardo, e quale percentuale invece rispetta, in linea generale, i termini concordati? È presto detto: al 30 giugno scorso i posticipi di pagamento superiori al mese hanno riguardato il 12% delle aziende (contro l’11,1% del periodo precedente e il 10,5% dell’intero 2012). Per contro, nel secondo trimestre del 2013, meno di una impresa ogni due (45,8%) risulta invece in piena regola con gli impegni verso i fornitori.

Quante imprese italiane pagano i creditori con grave ritardo, e quale percentuale invece rispetta, in linea generale, i termini concordati? È presto detto: al 30 giugno scorso i posticipi di pagamento superiori al mese hanno riguardato il 12% delle aziende (contro l’11,1% del periodo precedente e il 10,5% dell’intero 2012). Per contro, nel secondo trimestre del 2013, meno di una impresa ogni due (45,8%) risulta invece in piena regola con gli impegni verso i fornitori.

I dati sono estrapolati dallo Studio Pagamenti 2013 di Cribis D&B che ha scandagliato i comportamenti di pagamento delle imprese italiane nel secondo quarto dell'anno corrente. Più nel dettaglio, appare chiaro come, a fronte di una quota di imprese totalmente affidabili vicina al 50%, il 42,2% ha pagato con un ritardo inferiore ai 30 giorni medi rispetto ai termini contrattuali, il 5,1% ha saldato le fatture tra i 30 e i 60 giorni medi oltre i termini pattuiti, il 3,3% tra i 60 e i 90 giorni, il 2,1% tra i 90 e i 120 giorni, l'1,5% oltre i 120 giorni.

Risulta in crescita, rispetto agli scorsi anni, proprio il trend dei pagamenti con un ritardo superiore ai 90 giorni medi, passati dallo 0,6% del totale nel 2010 al 3,6% attuale, con un incremento del +118,2% e appare chiaro anche come il ritardo medio si stia “istituzionalizzando”: le imprese in questa fase di incertezza preferiscono accettare tempi contrattuali di pagamento più lunghi piuttosto che rischiare di perdere un cliente.

Pessima performance per le grandi imprese: solo il 15,4% onora gli impegni entro i termini concordati mentre oltre il 76% del totale salda le fatture con un ritardo non superiore al mese.

Analizzando i dati su base “geografica” il Nord Est si conferma essere la macro-area più virtuosa, con il 52,4% di pagamenti regolari, seguito dal Nord Ovest con il 49,2%. Più problematica la situazione del Centro, con il 41,9% di buoni pagatori, ma lo scenario peggiore si ritrova nuovamente nel Sud e Isole, dove appena il 37% di imprese risulta totalmente affidabile. A livello regionale, nel II trimestre del 2013 le imprese più puntuali sono risultate essere quelle del Trentino-Alto Adige, con il 53,9% di pagatori regolari. Chiudono la classifica, con percentuali inferiori al 35%, Lazio, Sicilia e Campania.

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