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Profilo Debitore: Il conto corrente è il bene più pignorabile, calano gli immobili intestati mentre aumenta la reperibilità.

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Il rapporto sui comportamenti del debitore per il primo semestre 2017 offre una fotografia del debitore medio e delle principali differenze a livello territoriale.

 

 

Il tema dei crediti insoluti continua ad essere al centro dell’attenzione sia a livello di sistema bancario, con i principali Istituti alle prese con portafogli di crediti deteriorati che arrivano ad un totale di circa 300 mld, sia dal punto di vista delle PMI che, nel problema degli insoluti trovano una delle principali cause di fallimento.
Quali sono quindi gli strumenti per poter prevenire i crediti insoluti e come invece affrontare nel migliore dei modi la fase di recupero?

E’ pensando a questi due fronti che viene realizzato il DebtScreening, un’analisi quantitativa sui dati relativi ai soggetti debitori, persone fisiche, reperiti nel I semestre 2017, grazie all’attività di Abbrevia, società specializzata in Indagini per il recupero del credito operante su tutto il territorio italiano. Lo studio prende come campione rintracci e ricerche anagrafiche e patrimoniali svolte sul territorio nazionale in collaborazione con realtà di differenti settori economici.

Si va dalla definizione della nazionalità dei soggetti, alla loro età e genere fino ad informazioni più accurate come la reperibilità nei casi di rintraccio relativo a recupero crediti suddivisa per aree geografiche, il tasso di disoccupazione dei soggetti debitori, la suddivisione per tipologia di occupazione (esponente, dipendente, pensionato, etc.), le proprietà immobiliari intestate ad ogni soggetto o il possesso di un veicolo; altro dato decisamente interessante è la presenza o meno di un conto corrente bancario/postale intestato al debitore.    
 

Il profilo del debitore estrapolato dall’analisi è quello di un uomo over 40, imprenditore e principalmente aggredibile tramite  il pignoramento di un conto corrente intestato.  I dati raccolti mettono in evidenza alcuni tratti comuni a livello nazionale ed alcune differenze a seconda dell’area geografica analizzata offrendo un interessante spaccato del paese.               

Il primo aspetto analizzato prende in considerazione i dati demografici partendo dalla nazionalità dei soggetti debitori che per l’88% risultano essere Italiani contro il 12% di stranieri; per quanto riguarda il genere è ancora una volta il debitore uomo ad essere preponderante arrivando al 69% del campione, se pur in calo rispetto al 2016. Infine, dal punto di vista dell’età e dividendo la popolazione in due scaglioni, vediamo come gli over 40 rappresentino ben il 79% dei soggetti debitori.

Altro dato interessante è quello relativo all’occupazione dei debitori. Dal punto di vista generale vediamo come i dati, divisi per territorialità, presentino un tasso di disoccupazione che si aggira intorno al 25% del campione, più alto del tasso reale sull’intera popolazione ma purtroppo non tanto distante. Se poi si va ad analizzare il segmento “occupati” è confermata la preponderanza della categoria Imprenditori mentre Dipendenti e Professionisti si posizionano sui gradini sottostanti. Nuova categoria inserita all’interno dell’analisi è quella relativa alla Doppia professione che comprende Pensionati che lavorano per avere una seconda fonte di reddito, professionisti con cariche societarie e casi ancora differenti. Interessante anche l’analisi territoriale che offre una buona visione delle differenze socioeconomiche tra le diverse zone d’Italia.

Ultimo aspetto, ma non per importanza, è quello relativo ai beni potenzialmente pignorabili.
Tra le tre diverse tipologie di beni aggredibili l’ultima posizione, in relazione alla presenza o meno di questi ultimi, se la aggiudica la categoria Immobili intestati che raggiunge una percentuale di presenza del 42%; al secondo gradino del podio troviamo il bene mobile per eccellenza e cioè i veicoli che arrivano al 59%; dal punto di vista del creditore che ha necessità di attuare un pignoramento si conferma, come bene potenzialmente più rintracciabile e quindi aggredibile, il conto corrente (77% di presenza).

 

 

  

 

 

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