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Pagamenti, dal 2013 scatta il limite dei 30 giorni.

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Buone notizie per le transazioni commerciali, gravate in Italia dall’annoso e spesso drammatico problema dei ritardi nei pagamenti, tra privati e da parte delle pubbliche amministrazioni.

Buone notizie per le transazioni commerciali, gravate in Italia dall'annoso e spesso drammatico problema dei ritardi nei pagamenti, tra privati e da parte delle pubbliche amministrazioni.

Dal 1° gennaio di quest'anno, infatti, sono in vigore le disposizioni del Decreto Legislativo 231/2002, modificato dal Decreto Legislativo 192/2012, che fissano l'obbligo di pagamento entro trenta giorni dal ricevimento della fattura o di una richiesta di pagamento equivalente, sancendo nello stesso tempo la decorrenza automatica di interessi moratori dal giorno successivo alla scadenza del pagamento. Questi vanno calcolati nella misura del tasso d’interesse applicato dalla Banca entrale Europea alle sue più recenti operazioni di rifinanziamento principali, maggiorato di otto punti percentuali;

Inoltre il provvedimento, che si applica ai rapporti tra imprese ovvero tra imprese e pubbliche amministrazioni, prevede la maturazione in capo al creditore, nel caso di ritardi, di un importo forfettario di 40 Euro a titolo di risarcimento, salvo prova di un maggior danno subito.

La normativa si applica a tutti i contratti, comunque denominati che comportanola consegna di merci o la prestazione di servizi, contro il pagamento di un prezzo, esclusi i rapporti con il consumatore finale.

Rimane possibile pattuire termini di pagamento superiori ma, nel caso questi siano maggiori di 60 giorni e non appaiano comunque gravemente iniqui per il creditore, devono risultare da contratti scritti.

Nelle transazioni tra imprese e pubbliche amministrazioni è possibile pattuire, ma solo per iscritto e quando la deroga sia giustificata dalla natura o dall’oggetto del contratto, termini di pagamento superiori ai trenta giorni, ma comunque non superiori ai 60 giorni.

Resta ferma la possibilità per le parti di concordare termini di pagamento a rate.

Una boccata d'aria fresca per i conti delle aziende? Sicuramente sì. Rimane da appurare – e potrà farlo solo il tempo e la pratica – quanto spesso e in che termini la possibilità di manovra concessa agli accordi potrà attenuare l'effetto benefico del provvedimento, il quale anche se atteso giunge, peraltro, in un momento di diffusa ridotta liquidità.

Augurandosi, che fatta la legge, non risulti, come soventenel nostro Paese, troppo facile scovare l'inganno.

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