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Due diligence NPL: i dati reperibili nella valutazione di crediti deteriorati

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Le informazioni necessarie per procedere alla definizione del prezzo dei Non Performing Loans in maniera accurata e le differenze tra secured e unsecured.

 

Uno dei temi più complessi e analizzati nel mondo dei crediti deteriorati è sicuramente la fase di definizione del prezzo, per ovvi motivi. Difatti gli Istituti di Credito si pongono l’obiettivo, condiviso e promosso dalle Istituzioni, di diminuire il proprio NPL ratio a livelli accettabili e per farlo uno degli strumenti più rapidi e di impatto è la cessione dei crediti deteriorati. Quando entrano in gioco gli acquirenti la definizione del prezzo diventa quindi fondamentale, viste le dimensioni di alcuni portafogli di crediti e la grande asimmetria informativa che impatta sulle trattative.

Si stima che nel 2017 il prezzo degli NPL, calcolato sui 72 miliardi di euro lordi di affari conclusi, sia arrivato al 18% del loro valore nominale. All’interno di questa percentuale sono però da considerarsi anche i crediti ceduti attraverso GACS ed i cosiddetti Unlikely-to-pay; i primi con prezzi più alti perché inclusivi appunto della garanzia statale sulla cartolarizzazione delle sofferenze, ed i secondi perché rientranti nelle inadempienze probabili, ancora non considerate sofferenze ma potenzialmente in procinto di diventarle. Se poi si va nello specifico delle tipologie di crediti vediamo come i crediti secured arrivano ad un prezzo del 31% sul valore lordo mentre gli unsecured su posizioni consumer si attestano addirittura al 5% sul nominale; nel mezzo troviamo il 10% degli unsecured-business ed il 19% della fetta più grossa cioè quella mista (Fonte Market Watch Npl_Banca Ifis).

In questo accavallarsi di obiettivi tra Originator e Servicer acquirenti, e quindi tra diminuzione delle perdite sui crediti ceduti da una parte e ritorno dall’investimento dall’altra entrano in gioco le asimmetrie informative. Come nelle classiche teorie microeconomiche queste infatti giocano un ruolo fondamentale nella definizione del prezzo, tralasciando sia il fenomeno di selezione avversa che quello di azzardo morale, che ipotizziamo siano marginali in questi contesti.

La fase principale diventa quindi la cosiddetta Due Diligence, e quindi l’analisi approfondita di tutte le informazioni relative ad ogni specifica posizione che possono concorrere alla definizione dell’effettivo rischio di insolvenza di quel credito e di conseguenza al prezzo complessivo e ponderato dell’intero portafoglio. Per poter svolgere una due diligence strutturata l’acquisizione delle informazioni sui debitori, a prescindere che questa sia svolta dall’originator che cede o dall’acquirente, diventa quindi uno strumento imprescindibile.

Facendo una distinzione tra i due estremi (secured e unsecured-consumer) le informazioni reperibili tramite società specializzate in indagini per recupero crediti, dotate di licenza investigativa ex 134 TULPS, sono svariate e differenti a seconda del livello di profondità dell’indagine stessa. Nei crediti secured per esempio tutte le informazioni catastali sono poi affinabili grazie alle visure ipocatastali ed alla valutazione puntuale degli immobili a garanzia, in quanto le informazioni fornite dall’originator sono in alcuni casi difficilmente consultabili e/o non aggiornate rispetto alla situazione attuale del debitore ceduto.

Se si entra invece nella valutazione dei portafogli consumer le informazioni reperibili sulle persone fisiche vanno dai dati anagrafici e di reperibilità (residenza/domicilio) agli eventi negativi (protesti, pregiudizievoli e procedure). E’ possibile poi entrare nel dettaglio di ogni singola posizione tramite l’individuazione di eventuali redditi percepiti (da stipendio o pensione) e quindi aggredibili al rintraccio di conti correnti bancari/postali intestati ai debitori per un possibile pignoramento presso terzi.

Quando si parla di cessione di portafogli NPL si parla però, nella maggior parte dei casi, di un elevato numero di posizioni; ciò porta chi si occupa di Due Diligence a dover valutare due aspetti nella scelta dell’Info Provider: la qualità dell’informazione e la velocità di reperimento delle informazioni stesse in maniera massiva e strutturata. L’unione di questi due elementi è possibile solo grazie allo sviluppo di un sistema complesso che unisce la parte tecnica e di gestione massiva dei dati alla precisione operativa in ambito investigativo.

 

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