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Consulenti del Lavoro e Investigazioni aziendali: come gestire i dipendenti scorretti

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La collaborazione tra società investigative e Consulenti del lavoro diventa sempre più fondamentale, sia in fase di selezione del personale che di gestione dei casi di dipendenti infedeli

 

 

La figura del Consulente del Lavoro svolge un ruolo importantissimo all’interno delle aziende, assistendole in tutte la fasi della gestione delle risorse umane. La gestione dei dipendenti passa infatti da diverse fasi, dall’inquadramento, la redazione e la stipula dei contratti di lavoro, tipici e atipici, all’iscrizione dei nuovi assunti presso gli istituti previdenziali di competenza fino alla gestione dei casi di infortunio e malattia ed alla predisposizione delle buste paga mensili.

Uscendo poi dalla gestione ordinaria e cadenzata delle attività di gestione dei dipendenti sono sempre più i casi in cui le aziende si trovano di fronte a problematiche straordinarie e non affrontabili con una procedura o una modalità univoca e precisa. Nel campo d’applicazione del Diritto del Lavoro rientrano infatti anche tutte le casistiche di contenzioso tra datore di lavoro e dipendente per le quali la gestione è sicuramente complessa e le modalità di azione da parte del Datore di lavoro necessitano di una conoscenza approfondita della legislazione in materia giuslavorista.

Prendendo in considerazione solo i comportamenti scorretti e punibili da parte del dipendente verso l’azienda, e tralasciando quindi tutto ciò che concerne i diritti dei lavoratori ed il mancato rispetto di questi ultimi da parte del datore di lavoro, per i quali è palese la medesima necessità di una figura come quella del Consulente del Lavoro, uno dei fenomeni più controversi è quello legato ai casi di Assenteismo.

I costi di questo fenomeno per le aziende sono di difficile misurazione ma decisamente rilevanti. Circa l’80% delle aziende per esempio utilizza gli straordinari per coprire le assenze dei propri dipendenti con un’incidenza di costo di circa il 2% della busta paga. Ulteriore costo indiretto è la perdita di produttività legata alla sostituzione dei lavoratori che mediamente si aggira intorno al 31,1%, per non contare il tempo legato alla gestione delle assenze da parte dei dirigenti stimato in circa 4,2 ore alla settimana, circa il 10% della propria settimana lavorativa per un totale di 210 ore all’anno per dirigente (Fonte Society for Human Resource Management).

I casi principali di assenteismo sono quelli relativi all’abuso dei permessi ex legge 104 (per assistenza familiari disabili) e l’utilizzo fraudolento dei permessi malattia ai quali si aggiungono, sempre in materia di comportamenti scorretti del lavoratore, tutti quei casi legati alla concorrenza sleale e ai furti di dati o beni dal posto di lavoro. Per queste tipologie di illecito, tutte riconducibili a due diritti fondamentali dell’azienda e cioè la tutela del patrimonio aziendale e del rapporto fiduciario tra questa ed il lavoratore, il punto focale e di maggior interesse è quello relativo all’onere della prova, in carico al Datore di lavoro stesso.
Il comportamento scorretto deve infatti essere provato grazie all’acquisizione di prove video/fotografiche che testimonino l’effettivo illecito del dipendente oltre che di tutti quegli elementi di prova accessori che vadano, di fronte al Tribunale del Lavoro, ad avvalorare la tesi accusatoria.

E’ in questo momento che nasce la collaborazione ed il lavoro di insieme tra il Consulente del Lavoro e le Società Investigative, dotate di regolare licenza ex art. 134 del TULPS. Perché agire senza avere in possesso gli elementi probatori corretti non solo non risolve i problemi di partenza ma potenzialmente può portare a risarcimenti e sanzioni che superano di gran lunga il danno, se pur consistente, che un dipendente infedele porta alla propria azienda.

Ed è proprio per l’importanza del lavoro congiunto di consulenza giuslavorista e investigativa che è nata la Convenzione tra l’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro e Abbrevia.

 

 

 

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