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L’ABC DELLA CENTRALE DEI RISCHI inserita il 25/08/2010 alle ore 08:58

La Centrale dei rischi controlla e verifica le tue eventuali posizioni di debito: un organismo di raccolta dati e un complesso d’informazioni utili per conoscere la tua posizione nei confronti del sistema bancario.

 

Come vengono “monitorati” i tuoi dati

La Centrale dei rischi è un servizio informativo. Un sistema di dati e rapporti promosso dalla Banca d’Italia sui rischi bancari, che consente agli istituti di credito, attraverso la raccolta di informazioni fornite dalle stesse banche, di conoscere i tuoi eventuali debiti verso altri istituti.

Le banche hanno infatti l’obbligo di segnalare alla Centrale tutte queste posizioni debitorie. In aggiunta, devono anche indicare tutti i prestiti che superino una certa soglia, cioè quelli che possano creare un tuo potenziale rischio di indebitamento.

La cifra di cui sta parlando? Tenendo conto delle diverse operazione bancarie, della diversa rischiosità ed esposizione, si considera come soglia un prestito di 75.000 euro, per tutti i rischi diretti (cioè se tu, come cliente, godi di crediti per cassa o per firma da quella cifra) e per i rischi indiretti (cioè se si hanno garanzie personali date per altri soggetti).

Se, invece, come cliente sei in sofferenza (cioè palesemente e a lungo insolvente), qualunque sia la tua posizione deve comunque essere segnalata, indipendentemente dall’ammontare del credito.

 

Quanti tipi di Centrale dei rischi

Sono in realtà tre le Centrali dei rischi, e la differenza riguarda sostanzialmente l’importo di cui si parla.

In primo luogo, devi tener presente la Centrale dei rischi vera e propria, gestita e promossa dalla Banca d’Italia. Come già accennato, si occupa di finanziamenti superiori ai 75.000 euro.

In secondo luogo, considera che per i finanziamenti tra i 30.000 e i 75.000 euro esiste invece la Centrale dei rischi gestita e promossa dalla Società interbancaria per l’automazione (SIA), sotto la vigilanza della Banca d?Italia.

Da ultimo, sono state create diverse Centrali private, per quei finanziamenti inferiori a 30.000 euro, cui si appoggiano generalmente le società finanziarie.

 

Sei un “cattivo debitore”?

Diffondendo delle informazioni sulla tua possibilità creditizia, lo scopo è quello di migliorare ed accrescere la stabilità del sistema creditizio e finanziario.

Infatti, se come cliente sei finito nell’albo dei “cattivi debitori” per aver pagato con ritardo fino a due rate del prestito, sarai cancellato dall’albo dopo un anno dalla regolarizzazione, mentre si arriva a due anni se si tratta di più di due rate. Questo mette sull’avviso tutto il sistema bancario di una situazione potenzialmente difficile: se, quindi, andassi a chiedere un altro finanziamento a qualsiasi altra banca o finanziaria, otterresti un rifiuto.

 

Il modo con cui i tuoi dati vengono gestiti

Innanzitutto, ci devono essere determinati presupposti per accedere alle tue informazioni. In particolare, gli intermediari creditizi possono segnalare, una volta al mese, tutti i prestiti concessi a ciascun cliente. La segnalazione è dovuta quando si parla di cifre superiori ai 75.000 euro.

Poi la Centrale dei rischi rileva la situazione, e spedisce alle banche un flusso di ritorno personalizzato, che riporta l’indebitamento complessivo della persona verso il sistema.

Ci può essere anche una rilevazione inframensile, da parte degli intermediari, se accertano un tuo stato di rischio. In questo caso, le informazioni vengono passate:

  • agli intermediari che nell’ultimo flusso di ritorno hanno ricevuto la tua posizione di rischio
  • a quelli che avanzano la richiesta di informazione per la prima volta
  • a quelli che hanno segnalato l’evento.

Lo scopo? Avere una situazione aggiornata il più possibile.

È anche possibile che gli intermediari chiedano delle informazioni su delle persone che loro non hanno segnalato.

In particolare, le richieste possono riguardare:

  • se hai un affidamento per un importo inferiore alla soglia dei 75.000 euro;
  • se sei una persona per cui si stanno raccogliendo delle informazioni prima di istaurare un rapporto di natura creditizia.

Gli intermediari, infine, possono accedere alle informazioni anche dal punto di vista storico. Per le imprese, società finanziarie, amministrazioni pubbliche, fino alle ultime 36 rilevazioni; per le famiglie consumatrici, fino alle ultime 24.

 

C’è tutela sulla privacy?

Tutto il complesso di dati che ti possono riguardare come cliente registrato presso la Centrale dei rischi non è accessibile, se non agli interessati all’interno delle banche.

Se lo desideri, poi, puoi chiedere di conoscere queste informazioni che ti riguardano; la Banca d'Italia fornisce, infatti, i dati gratuitamente (con anche l'indicazione delle banche che li hanno comunicati alla Centrale dei rischi).

Le persone che possono accedere a questi dati sono:

  1. le persone fisiche, innanzitutto. E quindi, se sei registrato all’interno della Centrale, tu oppure il tuo tutore, curatore o erede.
  2. i tuoi legali rappresentanti, il curatore fallimentare, oppure, se sei all’interno di una società di persone, i soci illimitatamente responsabili (inclusi i soci accomandatari di società in accomandita semplice o per azioni). In quest’ultimo caso, però, i soci possono conoscere i dati della società solo relativi all'arco di tempo in cui sono stati soci, o al periodo precedente al loro ingresso in società.


La consegna di queste informazioni, infine, di solito ti viene fatta via posta, all’indirizzo che avrai indicato nella tua richiesta di inoltro. Potrai ritirare i dati anche personalmente, presso una qualunque delle filiali della Banca d’Italia: in questo caso potrai anche delegare una terza persona.

 

Lo sapevi che?

Richiedere le informazioni raccolte sulla tua eventuale posizione debitoria è un tuo diritto, innanzitutto. In secondo luogo, la tua richiesta può avere anche una motivazione pratica: in questo modo, infatti, se iscritto alla Centrale dei rischi potrai renderti conto di eventuali errori commessi dalla banca.

Non è impossibile che l’istituto di credito commetta errori. Non è nemmeno impossibile che si creino degli errori nella comunicazione stessa. Quindi, è giusta e legittima la possibilità di un controllo da parte dell’interessato stesso.

Se poi l’errore ci dovesse effettivamente essere, dato che quelle informazioni potranno averti recato un danno, potrai chiedere un risarcimento, verificando l’eventuale responsabilità direttamente alla banca che ha segnalato i dati alla Centrale dei rischi.

La Legge n. 675 del 1996 è ben chiara: “i dati personali devono essere trattati in modo lecito e secondo correttezza”. Il che, ovviamente, prevede anche che gli stessi intermediari effettuino dei controlli, e nel caso di errori, provvedano immediatamente a comunicarli a tutto il sistema.

 

Fonte: www.lastampa.it



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